Jumat, 19 Januari 2018

Chapeau Papa Francesco

Lo scontro personale tra me e la Chiesa Cattolica ha radici antichissime. In effetti credo di odiare l'Istituzione Chiesa fin da quando ne ho memoria; di sicuro da prima di scoprirmi gay e di avere, quindi, un vero motivo per avercela con chi si impegna quotidianamente a voler negare il mio diritto a costruire una famiglia.

Della Chiesa ho disprezzato e disprezzo tante cose: dall'obbligo di frequentare quel dannatissimo catechismo, alla morale trita e ritrita; dall'ipocrisia di chi predica l'amore seminando odio, a quella di chi inneggia alla verità difendendo i peggio segreti. Ma di certo quello che mi ha sempre fatto più rabbia è stato assistere alla celebrazione della carità e della povertà da chi non si è mai vergognato di ostentare tanta opulenza.

Ma d'altronde la Chiesa è fatta di uomini, e checché se ne dica i preti sono uomini tanto quanto noi, lontani anni luce dall'idea di perfezione e libertà d'animo a cui si ispira il Vangelo.

Detto questo sento dentro di me che da qualche giorno qualcosa è cambiato. So che è troppo presto per dirlo e so bene che non sarà di certo un Papa a cambiare secoli e secoli di schifezze ed intrallazzi (Comunione e Liberazione mi leggi?), ma dico, l'avete sentito anche voi?


- Voglio una chiesa povera per i poveri -


Cioè, ok... Probabilmente non passeranno 2 giorni da questo post che il nuovo Papa se ne uscirà con una frase tipo: "I gay sono una piaga dell'umanità, sterminiamoli", ma sapete cosa mi viene da dire? Chissenefrega.


Sì, chissenefrega se al Papa non piaccio o non piace che voglia sposarmi col mio fidanzato. La maggior parte della gente ormai non fa più nulla di quello che la Chiesa reputa giusto in materia di sessualità. Da quand'è che non si arriva più vergini al matrimonio? Da quand'è che si è smesso di fare sesso al solo scopo di procreare? Da quand'è che si è accettato di tornare a dare la Comunione ai divorziati? Insomma... pure Topolino sa che quello che la Chiesa dice in materia di sesso è più anacronistico del trattato di pace di Westfalia.


Ma dico, rendiamoci conto di tutto il resto. Rendiamoci conto dei passi avanti a cui stiamo assistendo. Un Papa che non porta nessun paramento d'oro. Un Papa che aspetta i fedeli fuori dalla chiesa e li abbraccia (roba che nemmeno il prete del mio paesino di 4 anime). Un Papa che si presenta al mondo senza la mantellina d'ermellino. Un Papa che va in giro con le scarpe nere, quelle consumate di tutti i giorni. Un Papa che dice "Buonasera" e "Buon pranzo". Un Papa che è cresciuto nelle strade, tra i poveri, che ha servito pranzi e cene a chi non ha nulla, che ha mangiato con loro, che ha pregato con loro. Un Papa che fa venire in mente la Porziuncola, piuttosto che la Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Voglio dire... volendo si potrebbe giocare al: trova le differenze




Boh, cioè, l'ho già detto in un tweet e sono stato attaccato da molti, ma a me una persona del genere fa venire la voglia di tornare a sperare in una Chiesa che sia chiesa, in una Chiesa che dia speranza a chi non ha nulla, in una Chiesa vicino agli ultimi. Insomma, in qualcuno che porti finalmente un po' di serenità e di perdono, in un mondo che non perdona più nulla a nessuno.


Quindi ripeto, probabilmente sbaglierò, probabilmente perderò decine di follouers, ma in questo momento mi vien proprio da dire: Chapeau Papa Francesco.

Un tuo sostenitore, un po' agnostico e molto ghei.

Kamis, 05 Januari 2017

Da comeco ao film

- Ti amo

- E perché mi ami?

- Ti amo perché sei mio. Ti amo perché hai bisogno d'amore. Ti amo perché quando tu mi guardi io mi sento come un eroe.
E' sempre stato così. Io ti amo perché quanto ti tocco mi sento più uomo di qualsiasi altro uomo.

- Anch'io ti amo

- E perché mi ami?

- Ti amo perché quando ti tocco ti faccio sentire più uomo di qualsiasi altro uomo. Ti amo perché nessuno potrebbe mai accusarmi di amarti.
Ti amo perché per capire il nostro amore dovrebbero rivoltare il mondo dall'alto al basso. Ti amo perché tu potresti anche amare qualcun altro, pur continuando ad amare me.

Solo me.

Da comeco ao fim (Dall'inizio alla fine) è una pellicola brasiliana del 2009 che racconta la storia di due fratellastri: Francìsco e Thomàs. I due, molto uniti fin da bambini, costruiscono nel tempo un rapporto che sfocia in qualcosa di molto più complesso di ciò che normalmente tende ad unire due consanguinei. Tuttavia, più che di un volgare incesto questo film ci mostra i silenzi e gli sguardi di un amore forse impossibile da concepire ma presentato con una delicatezza ed un rispetto senza eguali.

Controverso e scombussolante, Da comeco ao fim è un film da vedere. Se non altro per rispetto nei confronti degli attori. Bravi e belli.