Rabu, 23 Oktober 2019

Sanremo Post-it

Purtroppo a Febbraio c'è da studiare per gli esami e il tempo per dedicarsi a qualsiasi altra attività (blog compreso) è misurato con il contagocce. 


Però vabbè, Sanremo è Sanremo, e nessun gay-blogger che aspiri alla conquista del mondo (#credeghe) potrebbe esimersi dal commentare la festa nazionale dell'omosessualità la kermesse canora più importante della riviera ligure. 

Quindi, rapidi ed indolore, ecco la pagella di iPsoas

Almamegretta (Mamma non lo sa): nonostante l'idea un po' fetish dello Shabbat di Raiz, l'aver rovinato "Il ragazzo della via Gluck" vi fa scivolare nella mia classifica personale ancora più giù rispetto alla Piccola Orchestra Avion Travel. Voto 3

Annalisa Scarrone (Scintille): brano che non mi convince; spalline alla Rita Levi Montalcini (riposi in pace) ancora meno. Voto 5.5 (Ciao pH cute, Ciao).

Chiara Galiazzo (Il futuro che sarà): bella voce, vestiti pessimi; non ha saputo rendere onore a Mia Martini, ma quando parla sembra il mio salumiere di origini padovane. Salvabile in corner. Voto 6.5

Daniele Silvestri (A bocca chiusa): ma tienila aperta questa bocca. Voto 6/7 

Elio e le Storie Tese (La canzone mononota): pezzo formidabile, avanguardista e difficilissimo da interpretare; ma forse poco adatto per Sanremo. Rimangono dei geni assoluti, ma conquistano solo la medaglia di bronzo. Voto 8

Malika Ayan(e) (E se poi): premetto che dopo aver rimbeccato Fazio per come ha pronunciato il tuo cognome mi sei caduta di ventordici punti, però vabbè... eri carica, sapevi che se fosse passata "Niente" avresti vinto a mani basse. Einvece... Seconda classificata. Voto 8.5

Marco Mengoni (L'essenziale): bello e bravo; bravo e bello; forse più bello che bravo. Ha colpito nel segno con l'outfit Ferragamo; pessimo il ciuffo tirabaci ma è tanto caro 'sto regazzì che glielo perdono. E' il vincitore del mio Festival. Voto (Però fallo 'sto coming out, daje!)

Maria Nazionale (non so nemmeno che canzone sia passata): nc

Marta sui tubi (Vorrei): già, vorrei vedere meglio il batterista, quindi stasera per favore levatevi e fate esibire solo lui. Voto 5

Max Gazzè (Sotto casa): nonostante come personaggio mi stia abbastanza sul culo, Max ha sempre fatto buona musica; forse un po' di nicchia ma buona. Peccato solo per lo smalto sulle unghie. Voto 7

Modà (Se si potesse non morire): eh, belli de papà, prima o poi si muore tutti. La morte e le tasse sono una certezza; come del resto la vostra vittoria a Sanremo grazie al voto di milioni di ragazzine. Per me restate: no. Voto 5

Raphael Gualazzi (vedi Maria Nazionale, non è il mio genere. Nè di uomo nè di cantante): nc 

Simona Molinari e Peter Cincotti (La felicità): lei sorpresa sexy del Festival, lui il fratello meno fortunato di Michael Bublè. Peccato non si capisca una fava di quello che dicono. Vado sulla fiducia. Voto 6

Simone Cristicchi (La prima volta che sono morto): dovesse perdere a Sanremo ha già un contratto pronto per diventare il nuovo responsabile della filodiffusione on-air del Cimitero di Bruzzano. E fattela 'na risata che magari domani te svegli freddo! Voto: 4

Voto 9.5 Luciana Littizzetto e alla canzone che immeritatamente gli Italiani hanno scartato. (Ah, e si pronuncia Mal'ica Ai'an): 


Per una rassegna completa di questa edizione del Festival vi rimando a dei veri professionisti, le #SorelleKermesse 

Minggu, 04 Agustus 2019

Film Invisibili - Il Compleanno

Esiste nella mia libreria un angolo che mi piace definire quello dei "film invisibili", opere che raramente si mostrano al pubblico, a meno che il pubblico non le vada a cercare.  
In questa sorta di cimitero dell'anti-botteghino ritrovo Il Compleanno, un film del 2009 di Marco Filiberti. Presentato alla 66ma Mostra del Cinema di Venezia e subito dimenticato. 
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Siamo sul litorale di Sabaudia e sotto il sole di un'estate come tante si intrecciano le storie di due famiglie borghesi. 

Sebbene un assurdo dramma sia dietro l'angolo, di questa pellicola ho apprezzato un sacco la forza della fotografia. Gli sguardi di un uomo sposato, brillante psicanalista, che tra lo sciabordare delle onde si perdono nella perfezione di un ragazzo, figlio dei suoi migliori amici. 

A dimostrare che l'amore non ha età e che non segue leggi.
Se non le sue.


Un film semi-distrutto dalla critica ma che, a differenza di molti capolavori osannati, mi ha lasciato qualcosa. Fosse anche solo l'immagine di un uomo felice perché innamorato. Di un altro uomo.

Sabtu, 03 Agustus 2019

Toccarsi le palle può tornarvi utile

Gente, che aria frizzante che tira in questo fine Febbraio. Il Papa che si dimette, una pioggia di meteoriti sulla Russia, il pupazzo Rockfeller a Sanremo, Sansone Berlusconi che restituisce l’IMU ai tutti i filistei…
Insomma, poteva mancare un post sul tumore del testicolo? Ma certo che no.
Ponzio, per favore, spegni le luci in sala e fai partire le sleides...

Che cos’è? Il tumore del testicolo è, per l’appunto, un tumore che colpisce il testicolo. Lapalissiano.          
Semplificando di molto, si può definire come tumore una popolazione di cellule che di colpo "impazzisce" e comincia a crescere senza dar più retta ai limiti e alle regole impostate dal nostro DNA. Inopportuno e fastidioso come un durello durante una visita medica sportiva, il tumore tende a crescere nel tempo e a far danni.
In realtà, sarebbe più corretto parlare di “tumori del testicolo” perché non ne esiste un solo tipo, ma evitiamo di scendere nello specifico che poi i testicoli di tutti ne risentirebbero.
Quanto è diffuso? Il tumore del testicolo è abbastanza raro (1-1,5% di tutti i tumori che colpiscono l’uomo) ma... e per questo ve ne parlo... è un tumore giovanile: ha massima incidenza tra i 15 e i 40 anni (con picco sui 35). 

E' fascista o comunista? A rieccoce con la solita solfa italiana. Beh, visto che siamo in tempi di par-condicio, per far pernacchia al varicocele (http://ilcamiceblu.blogspot.it/2013/02/piu-pesante-di-un-varicocele.html), questa volta il testicolo destro risulta più colpito del sinistro (anche se non sono rare le forme bilaterali).
Come si prende? Come quasi tutti i tumori, non esiste un fattore preciso che rende possibile l’insorgenza di questa patologia. Diciamo che è frutto di una serie di “errori” genetici che si accumulano negli anni fino a determinare la perdita del controllo sulla riproduzione delle vostre cellule. I più esposti a questo rischio sono i ragazzi che da piccoli hanno sofferto di “testicolo ritenuto” (non sceso), quelli che hanno in famiglia una storia di tumore del testicolo, quelli che assumono ormoni anabolizzanti e gli uomini le cui madri hanno assunto da giovani elevate dosi di contraccettivi orali.
Quali sono le manifestazioni? Il tumore testicolare si manifesta nella maggior parte dei casi come un nodulo, un bozzo legnoso, una tumefazione dura che insorge sulla superficie del testicolo. Solo nel 10% dei casi questo bozzo provoca dolore.
Diagnosi e Prevenzione? Fondamentale, fondamentale, fondamentale è la palpazione del testicolo. Una corretta autopalpazione (eseguita tenendo il testicolo tra pollice e prime due dita della mano) consente di salvare capre e cavoli. Ovviamente un riscontro positivo all’autopalpazione non equivale ad avere il tumore: potreste aver scoperto di avere una cisti benigna, o un piccolo ematoma… ma l’allerta permetterà al vostro medico di prescrivervi una banale ecografia e degli esami del sangue, che dirimeranno ogni dubbio a riguardo.
Si guarisce? Se curati adeguatamente e con i giusti tempi, i tumori testicolari sono tra quelli con la miglior prognosi, ovvero con la miglior probabilità di completa guarigione. Per questo è fondamentale un’attenta analisi autopalpatoria, come vi mostra questo video-divulgativo-istituzionale, girato in uno spogliatoio di una squadra di calcio inglese.

Regia, vai col filmato

Detto questo, ora avete tutti una valida ed intelligente scusa da girare a vostra madre nel caso vi beccasse a ravanare nella voliera.

Cip(s).

Più pesante di un varicocele

Pancrazio: “Amore, è un po’ di mattine che mi sveglio con un fastidio alla palla sinistra”
Everaldo: “Dici che ci stiamo dando dentro troppo forte?”
Pancrazio: “Mah, non credo sia per quello. Mi fa male solo da una parte”
Everaldo: “Eh, boh. Avrò dato una morsicata troppo forte”
Pancrazio: “Dici?”
Everaldo: “Sì, sì. Fidati di me”

E invece no caro signor Pancrazio. Non si fidi.
Se fossimo in una puntata di Forum Rita arriccerebbe il naso e, dopo aver ricordato una raccolta fondi per il gattile di Jerago con Orago, le consiglierebbe di andare a farsi un giro dal suo medico di base.
E a ragione.

Sì perché… Everaldo potrebbe anche averci preso: una mozzicata più forte delle altre può scappare; ma il fastidio sordo e continuo che il caro Pancrazio percepisce, beh, potrebbe essere il sintomo di qualcos’altro. E si arriva lisci lisci alla sfiga di cui parliamo oggi: il varicocele.

Ecco la scheda:

Cos’è? Il varicocele è una patologia venosa [le vene sono i tubicini blu che drenano il sangue dalla periferia verso il cuore] che colpisce un distretto molto importante e dal nome assai buffo: il plesso pampiniforme (giuro che si chiama così). Questo plesso, in pratica, è una rete molto fitta di vene che si trova appena sotto la superficie dello scroto [qui la nota anatomica è saltata, chè se non sapete cos’è lo scroto vi rimando a questa pagina  http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Scroto]

Da cosa è provocato? In parole povere il varicocele sta allo scroto maschile come le vene varicose stanno alle gambe di vostra zia.          
Spieghiamoci meglio: lo scroto (come le gambe) sta in basso mentre il cuore sta in alto (e fin qui...); bene, il sangue venoso non ha una grande pressione, quindi per risalire verso il cuore ha bisogno di essere “aiutato” dalla muscolatura e da speciali valvole contenitive che si trovano all’interno delle vene e che impediscono al sangue di tornare indietro. Se la muscolatura dei vostri vasi fa un po’ schifo o  queste valvole sono difettose, il sangue non riesce a risalire bene verso il cuore e si ferma (come sul fondo di una bottiglia) nelle vostre vene, rendendole gonfie, dolorose e visibili in superficie.

Come si prende? Il varicocele non è una malattia infettiva, quindi è inutile che incelofaniate lo scroto del vostro partner: anche se lui ce l’ha non c'è rischio che ve lo attacchi.     
In un certo senso il varicocele è una patologia ereditaria: se deve venire, prima o poi arriva… tanto che molto probabilmente chi ha il varicocele ha in famiglia parenti con patologia emorroidaria o vene varicose.

Il varicocele vota Bersani o Berlusconi? Nel 90% dei casi il varicocele predilige il testicolo di sinistra, e questo non perché è più vicino alle tematiche sociali del PD, bensì per una questione anatomica. Infatti la vena spermatica sinistra (che raccoglie il sangue dal plesso pampiniforme) si inserisce nella vena renale a 90 gradi, come una “T”. Questo tipo di inserzione non favorisce il drenaggio venoso e, nella persona predisposta, causa reflusso di sangue a valle (il varicocele).

Quali sono le manifestazioni cliniche? Nella maggior parte dei casi non si hanno manifestazioni evidenti (Una volta i ragazzi scoprivano di avere il varicocele sottoponendosi alla visita medica di leva, oggi invece arrivano a 30 anni piegati in due dal dolore).
I sintomi principali – esacerbati dal caldo, da esercizio fisico o da unrapporto sessuale intenso – includono: dolore sordo al/ai testicolo/i esenso di pesantezza scrotale (tipo quello che percepite quando il vostro fidanzato vi porta a cena dai suoceri).
Alla vista, invece, la regione scrotale colpita appare gonfia e apparentemente piena di “vermicelli” (supporto immagine, grazie)
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Quanto è diffuso? Il varicocele è piuttosto comune, colpisce circa il 20% degli uomini, con un picco dell'8% tra i 10 e i 19 anni.

Come me ne libero? Su questo punto bisogna essere chiari: l’unico modo per risolvere definitivamente la questione è sottoporsi ad un (banale) intervento chirurgico.

Cosa devo fare quando mi rendo conto di averlo? Se avete il sospetto di avere il varicocele, andate a farvi visitare dal vostro medico di base o dal vostro urologo di fiducia.

Cosa non devo assolutamente fare? Fare finta di niente. E’ inutile. Il varicocele è come un ex fidanzato stalker. Se voi non vi occupate di lui, lui si occuperà di voi.

Quali sono i rischi se si fa finta di niente? Il varicocele è la causa più frequente di infertilità maschile

…Ok. Consideriamo pure che la maggior parte del pubblico di questo blog sta alla patata come Benedetta Parodi sta a Chef Ramsay. 
Ma tant’è… nella vita mai dire mai…

Anche Luca era gay. E adesso è ancora gay sta con lei. 

Mi hai rotto il pene

L’altro giorno me ne stavo bel bello a leggermi ilMetro in metro, quand’ecco che tutt’un tratto uno sconosciuto decide di interrompere la quiete sferragliante del mio vagone urlando ad una sconosciuta: “Mi hai rotto il cazzo! Hai capito? Frantumato! Disintegrato! Fatto a pezzi!”
Nel mezzo di quel sub-urban drama, io mi sono voltato e, sorridendo sotto i baffi, ho pensato: “Mi hai rotto il pene”, ottimo titolo per un nuovo post.
Sì perché il pisellozzo si può rompere davvero e – fidatevi se ve lo dico – il dolore/sconforto provocato da un simile trauma non s’avvicina minimamente ad alcuna emozione che vi porti ad esternare un “M’hai rotto il cazzo!”.
Ma, come al solito, procediamo per gradi;
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Che cos’è? Innanzi tutto bisogna dire che la frattura del pene, anche nota come sindrome del chiodo rotto, non ha nulla a che vedere con le fratture ossee. Ne approfitto per fare un piccolo inciso e denigrare pubblicamente tutti gli uomini (e ce ne sono) che nel 2013 credono ancora che dentro al loro pisello si nasconda un osso. Ma dico, da piccoli non l’avete costruito lo scheletro a puntate de “Esplorando il Corpo Umano”? C’era l’Omero, la Tibia, il Metacarpo ma non il Pene! Quello era su “Esplorando Giovannona Coscia Lunga”, altro settore dell’edicola, quello sul retro.
Dicevamo, la frattura del pene è un trauma del pene che consiste nell'improvvisa e dolorosissima rottura della tonaca albuginea dei corpi cavernosi. Per chi non se ne intendesse di anatomia peniena, beh… in pratica la tonaca albuginea è una membrana (tipo domopak) che riveste e contiene i corpi cavernosi. Questi sono tre cilindri di tessuto (due laterali principali e uno centrale inferiore) che costituiscono l’”anima” del pene e che, quando si riempiono di sangue, si irrigidiscono, dando luogo all’erezione.
Da cosa è provocata? La frattura del pene può verificarsi solamente durante un’erezione. Si narra di personaggi arrivati in pronto soccorso lamentandosi di essersi rotti il pipo dopo aver ricevuto una pallonata a calcio, a causa di una caduta da cavallo; dopo esserselo chiuso nella portiera dell’auto. Baggianate. 
La frattura peniena si verifica soprattutto durante l'attività sessuale e la masturbazione, indipendentemente dalla posizione adottata. Può avvenire per una brusca fuoriuscita del pene dalla vagina/ano e il successivo urto con le zone adiacenti, come la sinfisi pubica o la regione perineale, oppure per un eccesso di forza nelle spinte coitali. In particolare il 43% delle fratture si presenta durante il coito, il 24% dalla piegatura manuale del pene, il 21% è causato dal girarsi nel letto con il pene in erezione e il 6% avviene durante la masturbazione.
Quali sono le manifestazioni? A seguito della rottura, il poveraccio avverte un dolore improvviso e un suono simile a quello di un ramo spezzato, spesso udito anche dal partner, con conseguente e immediata perdita dell’erezione. Quasi subito appare un vasto ematoma lungo l’asta del pene, a causa del sangue che si riversa dal corpo cavernoso rotto nei tessuti che lo circondano.
Terapia? Per riparare la bacchetta di sambuco è necessario rivolgersi ad un bravo chirurgo. Più in fretta si fa migliori sono gli esiti dell’intervento, quindi dovesse succedervi (e spero tanto di no) non siate reticenti e andate subito in pronto soccorso dicendo che ve lo siete dimenticati nella porta del frigorifero mentre cercavate una birra.
Prosit!

L'amore è dappertutto

Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all'area degli arrivi dell'aereporto di Heathrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d'accordo. Per me l'amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di note, ma comunque c'è: padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le Torri Gemelle, per quanto ne so nessuna delle persone che stavano per morire ha telefonato ai propri cari per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d'amore. Io ho la strana sensazione che – se lo cerchi – davvero l'amore è dappertutto.
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Jumat, 19 Januari 2018

Chapeau Papa Francesco

Lo scontro personale tra me e la Chiesa Cattolica ha radici antichissime. In effetti credo di odiare l'Istituzione Chiesa fin da quando ne ho memoria; di sicuro da prima di scoprirmi gay e di avere, quindi, un vero motivo per avercela con chi si impegna quotidianamente a voler negare il mio diritto a costruire una famiglia.

Della Chiesa ho disprezzato e disprezzo tante cose: dall'obbligo di frequentare quel dannatissimo catechismo, alla morale trita e ritrita; dall'ipocrisia di chi predica l'amore seminando odio, a quella di chi inneggia alla verità difendendo i peggio segreti. Ma di certo quello che mi ha sempre fatto più rabbia è stato assistere alla celebrazione della carità e della povertà da chi non si è mai vergognato di ostentare tanta opulenza.

Ma d'altronde la Chiesa è fatta di uomini, e checché se ne dica i preti sono uomini tanto quanto noi, lontani anni luce dall'idea di perfezione e libertà d'animo a cui si ispira il Vangelo.

Detto questo sento dentro di me che da qualche giorno qualcosa è cambiato. So che è troppo presto per dirlo e so bene che non sarà di certo un Papa a cambiare secoli e secoli di schifezze ed intrallazzi (Comunione e Liberazione mi leggi?), ma dico, l'avete sentito anche voi?


- Voglio una chiesa povera per i poveri -


Cioè, ok... Probabilmente non passeranno 2 giorni da questo post che il nuovo Papa se ne uscirà con una frase tipo: "I gay sono una piaga dell'umanità, sterminiamoli", ma sapete cosa mi viene da dire? Chissenefrega.


Sì, chissenefrega se al Papa non piaccio o non piace che voglia sposarmi col mio fidanzato. La maggior parte della gente ormai non fa più nulla di quello che la Chiesa reputa giusto in materia di sessualità. Da quand'è che non si arriva più vergini al matrimonio? Da quand'è che si è smesso di fare sesso al solo scopo di procreare? Da quand'è che si è accettato di tornare a dare la Comunione ai divorziati? Insomma... pure Topolino sa che quello che la Chiesa dice in materia di sesso è più anacronistico del trattato di pace di Westfalia.


Ma dico, rendiamoci conto di tutto il resto. Rendiamoci conto dei passi avanti a cui stiamo assistendo. Un Papa che non porta nessun paramento d'oro. Un Papa che aspetta i fedeli fuori dalla chiesa e li abbraccia (roba che nemmeno il prete del mio paesino di 4 anime). Un Papa che si presenta al mondo senza la mantellina d'ermellino. Un Papa che va in giro con le scarpe nere, quelle consumate di tutti i giorni. Un Papa che dice "Buonasera" e "Buon pranzo". Un Papa che è cresciuto nelle strade, tra i poveri, che ha servito pranzi e cene a chi non ha nulla, che ha mangiato con loro, che ha pregato con loro. Un Papa che fa venire in mente la Porziuncola, piuttosto che la Basilica di Santa Maria degli Angeli.

Voglio dire... volendo si potrebbe giocare al: trova le differenze




Boh, cioè, l'ho già detto in un tweet e sono stato attaccato da molti, ma a me una persona del genere fa venire la voglia di tornare a sperare in una Chiesa che sia chiesa, in una Chiesa che dia speranza a chi non ha nulla, in una Chiesa vicino agli ultimi. Insomma, in qualcuno che porti finalmente un po' di serenità e di perdono, in un mondo che non perdona più nulla a nessuno.


Quindi ripeto, probabilmente sbaglierò, probabilmente perderò decine di follouers, ma in questo momento mi vien proprio da dire: Chapeau Papa Francesco.

Un tuo sostenitore, un po' agnostico e molto ghei.